Riqualificazione di fabbricato ATER in Valdagno – Vicenza


INTRODUZIONE

2007 – Concorso di idee per la Riqualificazione architettonica ed energetica di fabbricato ATER Valdagno (Vi)

Terzo classificato
Esposto alla mostra dei progetti del concorso

IL PROGETTO

Come può un intervento di riqualificazione energetica di un fabbricato diventare un modo per migliorarlo esteticamente e architettonicamente e migliorarne anche l’inserimento ambientale?

Il quesito presuppone un intervento complesso che porta con sé una serie di aspettative interessanti dal punto di vista pratico di gestione e manutenzione (ridurre le dispersioni termiche e quindi portare ad un risparmio energetico ed economico) estetico (migliore inserimento nell’ambiente) sociale (tenere conto delle diverse tipologie di inquilini e dei loro possibili stili di vita, nonché del legame che essi hanno con il luogo).
Per dare una risposta esaustiva al quesito allora i temi da affrontare sono:
• migliorare la coibentazione del fabbricato al fine di migliorarne il comportamento termico
• recuperare i rapporti con l’ambiente circostante a livello tipologico e paesaggistico
• recuperare i rapporti con le caratteristiche climatiche (individuazione di eventuali criticità attraverso diagrammi solari di studio del soleggiamento)
• migliorare il rapporto con gli abitanti
Considerando che si tratta di un fabbricato residenziale abbiamo posto al centro delle riflessioni le persone che abitano il complesso.
Questo ci ha permesso di individuare quelli che sono a nostro parere i punti critici della struttura, sia dal punto di vista tecnico che sociale.
Dalla analisi del luogo, del fabbricato e dei comportamenti degli inquilini è emerso quanto segue:
a livello sociale
1. un assente legame con gli edifici della tradizione locale e con gli stili o soluzioni ormai consolidate e tramandate dalla edilizia tradizionale
2. difficoltà di riconoscere la propria casa all’interno dell’intero edificio
3. mancanza di spazio di pertinenza privato a livello tecnico
4. l’edificio sembra avere scarsa protezione dal sole nella prima parte dalla giornata (presenza di molte tende sui terrazzi ad est)
5. l’edificio presenta molti elementi a sbalzo non correttamente isolati che costituiscono ponte termico
6. presenza di finestre con avvolgibili che costituiscono un elemento di dispersione considerevole
7. spessori murari modesti che certo non contribuiscono al contenimento delle dispersioni
8. volumetria compatta (elemento positivo poiché troppe irregolarità e articolazioni costituiscono un aumento della superficie potenzialmente disperdente)
9. volumetria sviluppata esclusivamente in lunghezza – sui consumi energetici incide anche la forma dell’edificio, in questo caso la superficie disperdente e molto estesa –

Dopo una valutazione del fabbricato, della sua struttura, della volumetria e di tutte le informazioni messe a disposizione dall’ente banditore, possiamo affermare che l’intervento che garantisce il miglioramento delle
prestazioni termiche dell’edificio (abbattimento delle dispersioni) e al contempo permettere di rispettare tutte le richieste della committenza è l’utilizzo di un isolamento a cappotto esterno.
L’isolamento a cappotto esterno dell’edificio, riducendo sensibilmente le dispersioni dovute attualmente al modesto spessore delle murature a contatto con l’esterno, permette di ridurre la quantità di energia
necessaria per il riscaldamento invernale (e/o per il raffrescamento estivo) con una conseguente riduzione dei consumi generali dell’impianto termico (anche fino all’80%).
In sintesi: in inverno il calore prodotto rimane più a lungo nei locali abitati e in estate, la presenza dell’isolante all’esterno, previene il surriscaldamento degli alloggi.
Il risparmio energetico in questo caso corrisponde ad un risparmioeconomico, ma anche ad un miglioramento delle condizioni di comfort interno agli alloggi, con un evidente effetto positivo non solo sul portafoglio, ma anche sulle persone.
L’isolamento termico dell’edificio è la misura di risparmio energetico più efficace ed economica, perché i costi di investimento si recuperano già entro pochi anni tramite i risparmi ottenuti. Nel settore edilizio la massima
parte dei consumi è dovuta alla scarsa qualità degli involucri, pertanto andando ad intervenire sull’isolamento è possibile avere migliori livelli prestazionali dal punto di vista energetico e di sostenibilità ambientale.
Per l’intero involucro del fabbricato si prevede di realizzare un isolamento a cappotto in materiale con conducibilità termica (lambda) pari a 0.035 W/mqK, poi intonacato per la maggior parte della
superficie esterna, fatta eccezione per alcune porzioni in cui verrà rivestito con lamiera ondulata preverniciata che permette anche una micro ventilazione della facciata, utile soprattutto per le zone di testata più esposte al freddo invernale e al caldo estivo. La copertura per la maggior parte viene recuperata a lastrico solare e l’isolamento è posto al di sotto della nuova pavimentazione.
Cura particolare va posta nell’isolamento delle parti aggettanti dell’edificio, poiché costituiscono punti critici dove il ponte termico può generare fenomeni di condensa superficiale dovuta alla differenza di
temperatura tra l’ambiente interno e le parti strutturali non correttamente isolate.
L’intervento (poiché relativo al contenimento della dispersione termica) è stato verificato, in via progettuale, prendendo come riferimento iparametri fissati, per l’anno 2010, dal D.Lgs 192/2005 e successive
modifiche.
La verifica effettuata ha permesso di stabilire lo spessore effettivo dell’isolamento in minimo 6 cm.
Per quanto riguarda le nuove terrazze sul lato est si prevede la realizzazione di una struttura portante in metallo interamente indipendente dalla struttura esistente in modo da non costituire ponte termico. Anche le terrazze rifinite in muratura sono in realtà appese all’esterno e con struttura portante metallica indipendente.
Punto critico del fabbricato è risultato il portico di ingresso poiché di altezza netta già al minimo del consentito dalle normative vigenti. Per questa ragione e per non dare la percezione di passaggio opprimente,
riducendo ulteriormente l’altezza interna con l’applicazione di un isolante all’intradosso del soffitto senza ridurre la lunghezza del percorso, abbiamo scelto di renderlo parte integrante del fabbricato trasformandolo in un atrio vetrato. Questo permette di ottenere un ambiente “cuscinetto” utile per la riduzione delle dispersioni dovute al solaio del piano primo non isolato.

Data la conformazione del fabbricato è stato possibile prevedere anche un miglioramento della ventilazione degli alloggi (fondamentale soprattutto in estate) attraverso la trasformazione dei cavedi interni in torri solari di ventilazione. Questo tipo di intervento, mirato soprattutto alla riduzione della necessità di condizionamento estivo, non richiede particolari lavorazioni, ma solamente la sostituzione della copertura del cavedio con un’altra in vetro e la pitturazione di nero delle pareti del cavedio stesso oltre la quota del tetto. In questo modo le superfici nere, al sole, si surriscaldano creando un cuscinetto di aria calda alla sommità del cavedio. L’aria calda (per semplice processo fisico) tenderà a salire creando quindi un vuoto all’interno del cavedio stesso e generando dei moti di aria che necessariamente verrà richiamata dagli appartamenti. Questi ultimi quindi
otterranno naturalmente un controllo della temperatura e della umidità ambiente migliorando, anche in questo caso, il comfort igrotermico all’interno degli alloggi e riducendo la necessità di carichi elettrici per
raffrescamento. Il fabbisogno di energia primaria dell’edificio potrebbe essere ulteriormente ridotto integrando un impianto solare per la produzione di acqua calda sanitaria, con conseguente riduzione dei consumi. L’installazione di un impianto a collettori solari non è stato preso in considerazione poiché assolutamente non indispensabile ai fini dell’abbattimento delle dispersioni, ma potrebbe essere abbastanza
facilmente realizzato, sfruttando le parti di copertura a lastrico solare e i cavedi interni per il passaggio delle tubazioni di raccordo ai singoliappartamenti.
Affinché l’intervento abbia risultato soddisfacente per il controllo delle dispersioni abbiamo ritenuto importante controllare le perdite energetiche dovute alle finestre. Nel fabbricato esistente le aperture
sono con infisso in alluminio con vetrocamera e tapparelle avvolgibili. Gli infissi di alluminio (non a taglio termico) non garantiscono buone prestazioni di tenuta e i cassonetti degli avvolgibili (seppure un poco
isolati) sono dei veri e propri buchi dove la dispersione è massima. Il miglior risultato si otterrebbe sostituendo tutte le finestre con infissi in legno con doppi o tripli vetri ed eliminare gli avvolgibili, in realtà una
operazione di questo tipo risulterebbe molto onerosa, pertanto nel progetto si prevede di mantenere gli infissi esistenti e sostituire la totalità degli avvolgibili con persiane esterne scorrevoli e veneziane esterne in
alluminio.
Intervenire in un luogo, qualunque esso sia, deve a nostro parere avvenire in accordo con esso portando un miglioramento al contesto in cui il progetto si inserisce.
Sulla base di questo pensiero che si ricollega direttamente alle richieste dell’ente banditore e sulla base della consapevolezza che la qualità non si ottiene come somma di quantità siamo andati ad analizzare le caratteristiche del luogo.
Il fabbricato è caratterizzato da una forma molto allungata, con lati lunghi esposti est-ovest, senza particolare caratterizzazione ed è inserito in una realtà urbanizzata nata da uno sviluppo recente, in una zona però da sempre legata al paesaggio collinare.
Input progettuali sono stati ricercati nella architettura tradizionale locale caratterizzata da volumi semplici, disposti in modo spontaneo a creare forme e volumetrie articolate, e nelle caratteristiche climatiche locali
attraverso lo studio del soleggiamento con diagrammi solari.
Gli spunti forniti dalla osservazione della architettura tradizionale e dalle caratteristiche climatiche hanno poi originato elementi e idee forti del progetto quali:
– il frazionamento dello sviluppo complessivo dell’immobile in modo da renderlo meno monotono, senza interrompere la volumetria compatta (buona caratteristica per il contenimento delle dispersioni), – la caratterizzazione per porzioni al fine di avere una maggiore riconoscibilità dei singoli alloggi,
– l’uso del tetto a capanna nel solco della tradizione, ma rivisto in chiave contemporanea – il migliorare il rapporto con l’esterno e con il clima attraverso l’uso di lastrici solari comuni (per svago e tempo libero o
asciugatura biancheria), terrazze private maggiorate e di schermature che permettono il controllo della radiazione solare senza obbligatoriamente chiudere le tapparelle o dover installare tende esterne o altri dispositivi in canniccio, (dallo studio del soleggiamento l’edificio sembra avere una scarsa protezione dal
sole nella prima metà della giornata) -l’utilizzo del portico di ingresso come atrio comune dove poter
stare, incontrarsi, lasciare i bambini a giocare al sicuro in inverno, mentre in estate, completamente aperto per evitare surriscaldamenti, può diventare una naturale estensione del giardino comune, una zona più fresca e piacevole, in aggiunta alla nuova disposizione delle alberature ombreggianti del giardino. Il frazionamento, visivo e formale, dell’immobile e la caratterizzazione per porzioni è stato ottenuto attraverso l’uso di finiture diverse e di elementi aggettanti differenti. In tutto lo sviluppo dell’edificio si alternano:
1. parti rivestite in lamiera ondulata preverniciata (senza soluzione di
continuità con la copertura a capanna) e con terrazze a sbalzo rifinite in muratura sul fronte principale,
2. porzioni con copertura piana, caratterizzate da facciata intonacata e terrazze aggiunte su struttura metallica e frangisole scorrevoli a ricordare le strutture dei fienili della architettura tradizionale. Si è cercato di riqualificare non solo l’immobile nel complesso (risparmio energetico, economico e migliore inserimento nel contesto) ma anche i singoli alloggi attraverso il miglioramento delle condizioni di comfort interno e il valore aggiunto delle terrazze che portano ad un maggior rapporto con l’ambiente circostante. Lo spazio all’aperto, come un tempo era componente fondamentale della casa, diventa parte rilevante dell’alloggio (non più solo spazio stendibiancheria) dando la possibilità di sviluppare diversi stili di vita, maggiormente connessi con l’intorno e con le altre persone favorendo quindi la vita di relazione.
L’avere uno spazio privato all’aperto è importante ai fini della percezione di una maggiore libertà e qualità di vita. Elemento non trascurabile è la possibilità in questo modo di far sviluppare un maggiore legame che
conseguentemente porta a una maggiore predisposizione di tutti i condomini al mantenimento del bene.
L’intervento è totalmente esterno e riguarda la copertura e le facciate per intero. Sul fronte est è prevista la rimozione parziale dei parapetti deibalconi e la regolarizzazione delle solette per poi andare ad inserire la
struttura metallica delle terrazze aggiunte.
L’unica lavorazione che può riguardare i singoli alloggi è la rimozione degli avvolgibili con conseguente chiusura dei cassonetti. Si tratta comunque di lavori non invasivi che non richiedono traslochi, ma solo
una buona coordinazione tra l’impresa e i condomini.

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Riqualificazione di fabbricato ATER in Arzignano - Vicenza
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